CARATTERISTICHE GEOLOGICHE

Sintesi geologia generale

Dal punto di vista cartografico il sito oggetto di studio ricade in parte nel Foglio 200 “Tricarico” e in parte nel Foglio 201 “Matera” della Carta Geologica d’Italia. Dal punto di vista strettamente geologico, a grandi linee l’area sottesa da questi Fogli comprende a est terreni facenti parte della Fossa bradanica e, ad ovest, terreni ascrivibili all’unità della Catena appenninica.

L’area in esame è posta lungo il bordo occidentale della Fossa bradanica, in una zona dove comunque si risentono gli effetti dei movimenti delle falde appenniniche vergenti verso nord-est; infatti, vi sono diversi punti dove la continuità delle formazioni bradaniche viene interrotta da risalite per faglia di porzioni di alloctono appenninico; proprio in corrispondenza della dorsale su cui sorge l’abitato di Craco affiorano, infatti, terreni tipici di Catena come le Argille varicolori (Cretaceo-Oligocene).

Gran parte della zona in esame però si colloca nell’ambito di un’area in cui prevalgono affioramenti della formazione della Argille subappennine. Frequenti e diffuse nel territorio risultano le aree in frana.

Nella zona più ad ovest del territorio comunale, prevalgono terreni ascrivibili all’Unità della Catena appenninica, dove si alternano argille marnose, argille diatomitiche con abbondante frazione sabbioso-argillosa, conglomerati e sabbie in banchi, argille marnoso-siltose con livelli di sabbie quarzose e di calcareniti grossolane, terreni fliscioidi con calcari, calcari marnosi, calcareniti e calcisiltiti con livelli argilloso-marnosi e arenacei.

Lungo le incisioni più importanti vi sono inoltre dei depositi alluvionali costituiti da sedimenti prevalentemente limosi, con lenti di sabbie e ciottoli. A luoghi si incontrano anche dei depositi alluvionali terrazzati.

Dal punto di vista morfologico, il carattere principale delle aree comprese in questo inquadramento geologico è quello dei calanchi che si formano sui versanti dei rilievi collinari laddove affiorano sedimenti di natura argilloso-limosa; tali forme sono accompagnate da quelle connesse ai movimenti di massa quali colate e frane per scoscendimento o crollo.

Dal punto di vista idrogeologico, la formazione delle Argille subappennine, pur presentando una certa frazione sabbiosa e diverse lenti intercalate di materiale grossolano, risulta essere un cattivo acquifero dal punto di vista idrogeologico. Le acque meteoriche tendono a scorrere in superficie in modo prevalentemente laminare verso i solchi erosivi che terminano poi nelle aste principali dei corsi d’acqua.