Pedologia

Pedologia
Premessa

Le attività di rilevamento pedologico sono state svolte sul territorio comunale e si inquadrano all’interno degli obiettivi realizzativi previsti nel Progetto di Ricerca. Una conoscenza più dettagliata dell’ambiente pedologico, ottenuta con una campagna di rilevamento in campo di dati pedologici e successive analisi chimico–fisiche dei campioni di suolo, è stata infatti propedeutica alla realizzazione della Carta pedologica a livello comunale, derivante dall’analisi ragionata di più strati informativi (geolitologia, unità fisiografiche, uso e copertura del suolo, dati pedologici). L’ottenimento della Carta Pedologica, a sua volta, è stata funzionale alla classificazione del territorio in classi di capacità d’uso del suolo secondo il Land Capability Classification Model, realizzando la Carta di Capacità d’uso dei Suoli del Comune di Craco (MT), finalizzata alla valutazione delle potenzialità produttive del territorio per usi agro-silvo-pastorali.

 

 

Caratterizzazione fisico-chimica dei suoli comunali

La campagna di rilevamento in campo di dati del suolo è stata svolta sull’intero territorio comunale di Craco, che si estende su una superficie di 77,04 kmq.

In relazione all’estensione dell’area in studio, si è resa necessaria la suddivisione del territorio comunale, attraverso un reticolo a maglie quadre, in unità di campionamento, al cui interno effettuare i sondaggi previsti.

All’interno delle unità di campionamento sono stati individuati, con opportuni sopralluoghi, gli appezzamenti di terreno maggiormente rappresentativi dell’area.

I siti campionati sono stati georeferenziati nel sistema di coordinate geografiche WGS84 ed i campioni di suolo sono stati sottoposti ad analisi per le determinazioni fisico-chimiche.

I parametri investigati sono stati i seguenti: contenuto in scheletro e tessitura, reazione e contenuto in carbonati totali, Capacità di Scambio Cationico, Conducibilità elettrica, Rapporto di Assorbimento del Sodio, Grado di Saturazione in Basi, contenuto in Carbonio organico, Azoto totale, Gesso, contenuto in macroelementi e microelementi.

In linea generale pertanto i suoli comunali sono risultati essere privi di scheletro nello strato superficiale del terreno agrario; i suoli con presenza comune di scheletro e il sito con scheletro frequente sono stati riscontrati nella parte centrale del territorio.

Le analisi hanno consentito di classificare la gran parte dei suoli esaminati nella classe di tessitura franco-argillosa con diffusione su gran parte del territorio comunale; mentre i terreni franco-sabbioso-argillosi sono stati individuati in prossimità delle aree alluvionali e nell’area centrale del territorio adiacente al borgo antico.

La loro CSC è risultata mediamente bassa, ma aree con valori maggiori sono stati riscontrati sulle colline conglomeratiche dell’area centrale del territorio comunale e nell’area a Sud Ovest al confine con l’agro di Stigliano (Rilievi appenninici), oltre che alle aree alluvionali.

Per quanto riguarda la reazione, i terreni sottoposti ad analisi sono classificati a reazione moderatamente alcalina, in pochi casi fortemente alcalina, caratterizzandosi per una minor disponibilità di microelementi e una retrogradazione del fosforo con formazione di fosfati insolubili.

I suoli sono infatti ricchi in carbonati, per cui ciò determina una alcalinità costituzionale, cioè derivante dal tipo di substrato pedogenetico. Tali suoli possono essere coltivati con risultati discreti o buoni ricorrendo opportunamente a lavorazioni appropriate, ad elevate concimazioni minerali o letamiche, all’interramento dei residui colturali. Il contenuto in gesso risulta invece trascurabile, al di sotto delle soglie di tolleranza delle principali colture.

I suoli dell’area in studio in generale non presentano problemi legati ad un eccesso di sali, né si rilevano fattori di rischio di accumulo di sodio nel territorio in studio. Tale valutazione è stata anche confermata dalle indicazioni fornite dal parametro SAR ed ESP.

I suoli esaminati hanno evidenziato valori di GSB ottimali, che risultano essere correlati anche al pH, che in buona parte del territorio è moderatamente alcalino; il clima arido determina il verificarsi di un accumulo nei vari orizzonti di basi, che si liberano in seguito alla demolizione dei minerali, con innalzamento del pH.

Il contenuto di sostanza organica e di azoto è risultato invece basso, pertanto i terreni risultano generalmente poveri per questi due parametri. L’ importanza della sostanza organica del terreno è legata all’elevato numero di funzioni nutrizionali e strutturali che essa svolge nel sistema suolo-pianta, per cui la sua modesta presenza nel suolo costituisce uno dei maggiori fattori limitanti delle potenzialità produttive dei suoli.

Sempre nell’ambito della fertilità chimica dei suoli di Craco, relativamente ai macroelementi presenti, le determinazioni analitiche hanno mostrato che i terreni sono in massima parte ricchi in Potassio, per cui non vi sarebbe convenienza ad operare apporti di fertilizzanti potassici; inoltre hanno un buon contenuto di Calcio, e un contenuto di Magnesio medio-alto.

I microelementi nel suolo (Ferro,Manganese, Rame, Zinco), la cui disponibilità è influenzata dal pH moderatamente alcalino dei suoli, sono invece presenti in dosi molto ridotte.

 

 

La Carta pedologica

Per la realizzazione della Carta pedologica del Comune di Craco il riferimento principale è stata la Carta pedologica della Regione Basilicata (Cassi e Viviano, 2006), realizzata nell’ambito del progetto “Carta dei suoli d’Italia a scala 1:250.000”, finalizzata alla costituzione di una banca dati georeferenziata dei suoli regionali.

Per la realizzazione di una carta pedologica a scala nominale maggiore rispetto a quella regionale si è adottata una metodologia GIS-oriented basata sull’analisi spaziale di strati informativi già acquisiti o appositamente realizzati nel progetto VES, elaborando nuovi layer di specifico interesse pedologico e ricorrendo laddove necessario ad opportune verifiche in campo secondo la prassi del rilevamento pedologico tradizionale.

In particolare, gli strati informativi propedeutici alla redazione della carta pedologica, oltre alla Carta pedologica della Regione Basilicata (2006) in scala 1:250.000, sono stati i seguenti:

  • Carta delle unità fisiografiche;
  • Carta geolitologica di Craco;
  • Carta dei substrati pedogenetici;
  • Carta dell’uso del suolo.

La redazione della carta pedologica è avvenuta in ambiente GIS sulla scorta di questi layer propedeutici.

In definitiva, nel territorio comunale di Craco (MT) sono state individuate le seguenti sei unità tipologiche (tra parentesi la provincia pedologica di appartenenza):

  • 7.2 (provincia pedologica 7 – Suoli dei rilievi centrali a morfologia ondulata);
  • 11.2a e 11.2b (provincia pedologica 11 – Suoli delle colline sabbiose e conglomerati che della fossa bradanica)
  • 12.3 (provincia pedologica 12 – Suoli delle colline argillose)
  • 14.9 e 14.12 (provincia pedologica 14 – Suoli delle pianure alluvionali).

Carta pedologica a media scala di Craco (MT)

 

Nell’ambito della provincia pedologica 12, l’unità 12.3 comprende la gran parte del territorio comunale. È caratterizzata da suoli a morfologia complessa, caratterizzati dall’alternanza di versanti da sub-pianeggianti a moderatamente acclivi, e di versanti da acclivi a scoscesi, con notevole diffusione di calanchi. Nelle aree a calanchi, in gran parte denudate, affiora direttamente il substrato. Sui versanti sub-pianeggianti o moderatamente acclivi, o comunque meno erosi, si sono formati suoli con pronunciati caratteri vertici.

L’unità 11.2 della provincia pedologica 11 comprende un’area al cui interno è ubicato il vecchio borgo di Craco, e un’altra area che è localizzata lungo il confine occidentale con il territorio di Stigliano. La morfologia di queste superfici è complessa, e le pendenze sono molto variabili. Il substrato è costituito in prevalenza da sabbie, subordinatamente conglomerati.

L’unità 14.9 (provincia pedologica 14) riguarda i suoli dei fondovalle alluvionali, compresi tra i terrazzi più antichi o i versanti e le aree più inondabili limitrofe ai corsi d’acqua, con aree a morfologia pianeggiante o sub-pianeggiante caratterizzate da depositi alluvionali a granulometria variabile, comprendenti superfici alluvionali recenti, spesso lievemente terrazzate, coni alluvionali, fasce di colluvi alla base dei versanti, terrazzi più bassi.

I sedimenti che le hanno originate sono di varia natura e composizione, in quanto sono provenienti sia dalle alluvioni del fiume principale, che da apporti più locali, di torrenti e fossi che affluiscono nella valle dai versanti soprastanti, sia di materiale colluviale, eroso dalle pendici.

Nel territorio comunale questa unità è localizzata lungo il torrente Salandrella e lungo i torrenti Bruscata e Fosso Pescara.

Nella provincia 7 rientrano i rilevi a morfologia dolcemente ondulata, con sommità arrotondate e con depressioni solitamente poco incise e gradualmente raccordate alle pendici sovrastanti. Si tratta di ambienti collinari appartenenti al settore appenninico esterno.

L’unità 7.2 comprende i suoli dei versanti medi e bassi a litologia costituita da scisti argillosi con inclusioni calcarenitiche (Argille varicolori). La morfologia è ondulata, con pendenze variabili, in prevalenza deboli o moderate; sono presenti tratti di versanti acclivi, in genere nelle posizioni altimetriche più elevate. Le aree agricole, costituite per lo più da seminativi, sono abbastanza diffuse, soprattutto alle quote più basse.